2025/03/24

Il popolo BUE


* P.S. Il termine "popolo bue" è stato usato da Antonio Gramsci per descrivere quella parte della popolazione che, pur avendo una forza potenziale enorme, rimane passiva e facilmente manipolabile dal potere e che accetta senza reagire le imposizioni delle élite dominanti. L'espressione si rifà all'immagine del bue, dotato di grande forza fisica ma docile e remissivo, che si lascia condurre senza ribellarsi. Gramsci criticava la tendenza delle masse popolari ad accettare passivamente le decisioni delle classi dominanti senza sviluppare una coscienza critica autonoma. Nel tempo, il concetto è stato ripreso in vari contesti, per indicare le folle che seguono acriticamente il potere, sia in regimi dittatoriali sia in democrazie deboli, dove il consenso è costruito più sulla manipolazione che sulla partecipazione attiva e consapevole. 



 Non sapevo che questa espressione risalisse a Gramsci, l'ho usata spesso per qualificare gli eventi di diversa matrice che negli anni di piombo vedevano la cieca sudditanza di manovali della violenza alle peggiori direttive dei leader di qualunque sponda che parlavano alla pancia degli uditori nelle aule universitarie, nelle piazze, nei comizi,nei tazebao e, ultimamente, online.

Riporto quindi la chiarificatrice descrizione che Daniel Lumera pubblica sul Corsera del 22 marzo

"C’è una folla oceanica che attraversa la storia, mutevole nelle forme ma identica nella sostanza. È la stessa che il 10 giugno 1940 straripava in Piazza Venezia, esultando al proclama di guerra di Benito Mussolini. Quella massa ondeggiante di entusiasmo e retorica, convinta di essere padrona del proprio destino, in realtà lo stava consegnando nelle mani di un uomo solo. Una guerra spaventosa e decine di milioni di morti sembrano ora un lontano ricordo, ma le paure che potessero ripetersi (e la consapevolezza che non dovessero) hanno generato 80 anni di pace.


Oggi questa stessa folla riempie le piazze e i bottini elettorali di chi promette sicurezza a scapito della libertà, forza invece che dialogo, dominio anziché coesione, discriminazione anziché inclusione. Il nome cambia, può essere Trump, Putin, Bolsonaro, Orbán, Vučić e molti altri, ma il meccanismo di fondo rimane il medesimo: il popolo bue*, privo di spirito critico, continua a lasciarsi sedurre da chi urla più forte, insulta, divide o sottomette. Attenzione però: non si tratta di destra o di sinistra. Il principio concettuale è molto più profondo.


Il popolo bue ha bisogno di una guida, e quella guida sa bene che il modo più semplice per governare non è favorire la conoscenza attraverso l’istruzione, ma dividere grazie all’ignoranza e al controllo della comunicazione. Mussolini parlava di “plutocrazie demo-giudaiche”, Hitler di razze inferiori, i leader di oggi di immigrati, élite globaliste, intellettuali traditori, giudici corrotti. Ogni epoca ha il suo nemico, costruito per incanalare il malcontento in una direzione precisa, per trasformare la paura e la rabbia in armi di dominio. Il risultato, oggi come un secolo fa, è lo stesso: si rinuncia alla dialettica e alla complessità per abbracciare una visione semplicistica della realtà, fatta di slogan e di odio....."

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Il manifesto di Ventotene: perché se ne parla? cosa è?

Il Manifesto di Ventotene, in Italiano e in Inglese

Il testo in TUTTE le lingue europee.

Buona lettura









2025/03/08

8 marzo 2025

 Giornata internazionale della donna.


Grazie alle donne che ci sopportano e supportano.

Ricordiamoci di quando cantavamo:



2025/02/23

Tre anni di guerra

Trump + Putin fan = Trumputiano


Con la consueta ironia che lo distingue Aldo Grasso, sulle pagine del Corriere.it, coglie un aspetto della nostra societâ mediatica e aggiunge un fulminante neologismo alla collezione dei caratteristi del circo politicante italiano.
Dopo i "voltagabbana", i "cerchiobottisti", i "qualunquisti", i "cattocomunisti" e tutti gli altri *ISTI che possiamo ricordare ecco "una mutazione genetica italiota": i TRUMPUTIANI o, se volete, i TRUMPUTINISTI che continuano la umana tradizione (di mussoliniana memoria) di "stare sempre dalla parte del vincitore


L'Ucraina e «l'idea di pace» di Trump

di Paolo Giordano - Corsera 22.02/2025

A volte si dovrebbe immaginare il caos mondiale racchiuso in poche righe, nei libri di storia del futuro: «Tre anni dopo l'invasione dell'Ucraina, la presidenza americana cambiò bruscamente rotta, passando dal supporto all'ostilità. In questo quadro mutato l'Europa...».