In Italiano le parole di DeNiro doppiate in Italiano (English follows) sul Corriere TV
(usate il link qui sopra se il video non si apre)
Il video in originale: The original speech:
If you master Italian language you open a door to every book, song, opera, webpage and speech created in Italian. I share with you my latest experience coming back to Italy after many years abroad. To better understand Italy and Italian. Da osservatore esterno che viene improvvisamente a confronto con la realtà italiana condivido fatti e impressioni per capire il nostro tempo nel luogo in cui mi trovo.
In Italiano le parole di DeNiro doppiate in Italiano (English follows) sul Corriere TV
(usate il link qui sopra se il video non si apre)
Il video in originale: The original speech:
4 June 2026 - 21:20
When you came to power in Russia more than 26 years ago, many people in Ukraine viewed you positively. That is how it was. But that is now in the past.
Now, the overwhelming majority of Ukrainians view it positively that our long-range drones paid a visit to the opening of your forum in St. Petersburg, covering a distance of more than 1,000 kilometers. As you know very well, that distance is not the limit of our capabilities.
For 26 years, your time in power has completely changed the agenda of relations between Ukraine and Russia. From discussions about trade and other civilian matters, our nations have moved to talking almost exclusively about strikes and losses.
You have spent nearly half of your 26 years in power in Russia waging war against Ukraine.
Whatever you may say about NATO, geopolitics, or the Russian language, this war is your personal choice — a war without a real cause. That is how history will remember it.
Those years could have been very different.
We often hear that you are comfortable with this war. Of course, not in those cases when it comes to the security of your residence in Valdai or your parade in Moscow. Your own life is valuable to you.
But now we can all see that Russians are finally becoming less comfortable with this reality — with the fact that the war is bringing more and more negative consequences to Russia.....Continua a leggere
Audio in Italiano:
Dal Corriere della sera del 26/03/2026

È una parola che piaceva molto a Pietro Aretino, il poeta del Cinquecento rimasto famoso per i sonetti lussuriosi e per i «dialoghi puttaneschi» conosciuti con il titolo di Ragionamenti. La parola, di origine non certa (qualcuno azzarda un colorito incrocio tra «ciarlone» e «poltrone»), non ha perso nulla dell’antica efficacia: «cialtrone». La prima definizione che ne dà lo Zingarelli è questa: «individuo spregevole, scorretto, privo di serietà, inaffidabile». Il secondo significato è quello originario, caduto in disuso e forse meno pregnante: «persona sciatta, trasandata». Aretino al femminile ne fa un sinonimo di «puttana» che ancora oggi potrebbe avere un suo senso se depurato della connotazione misogina. Sempre nel dizionario Zanichelli, il lemma è preceduto da un piccolo trifoglio che segnala le parole da salvare. E la redazione della Zanichelli non può immaginare quanta gioia ho provato nel vedere quel minuscolo simboletto: «parola da salvare». Perché non vedo vocabolo migliore per definire la gran parte degli illustri personaggi pubblici che scorrono quotidianamente nei telegiornali. Veri, autentici, inarrivabili cialtroni. Non c’è parola migliore. Praticanti seriali di «cialtronate» o «cialtronerie» senza paragone. Anzi, a dirla tutta non si può non essere grati all’indimenticato (e chissà perché bistrattato) vate Giosue (sì, Carducci) per avere battezzato la «cialtroneria». E quante volte vorremmo dire a quei cialtroni ciò che il glorioso Poeta del Pio Bove scrisse in un momento di rabbia creativa a un professore suo collega: «faccia di non avvicinarsi alla mia persona perché la mia vecchiaia ha ancora tanto vigore da applicare alla S.V. una sufficiente dose di scapaccioni e calci per curarla della ingenita o acquisita cialtroneria d’impacciarsi a seccare con le sue stupidaggini e insolenze». Verrebbe persino voglia di convocare un solenne Bove (non pio ma il più empio possibile) per pregarlo di sferrare lui stesso qualche deciso scapaccione e un paio di decisivi calci (in culo Carducci non lo scrive ma lo pensa) a quelle onorevoli S.V. e cioè ai tanti cialtroni che vengono a disturbare le nostre giornate con le loro fandonie, spacconate, vanterie, fanfaronate, rodomontate, sbruffonerie, castronerie (tutte parole degne di trifoglio nel nostro tempo globalmente cialtrone).
Da leggere: Indro Montanelli: Cialtroni...